La testimonianza di Tertulliano assume, nella prospettiva dell’a., sicuro interesse per la storia del diritto associativo. Ciò per l’originalità e la rilevanza tecnica dell’opera di Tertulliano, scrittore dotato di una solida e finissima sensibilità giuridica, tanto da avere portato la dottrina a discutere animatamente sulla sua possibile identificazione col Tertulliano giurista, autore di un liber de castrensi peculio e di otto libri quaestionum, vissuto sotto i Severi. L’a. sottolinea come nell’opera di Tertulliano si saldino una innegabile competenza giuridica ed una visione ‘privilegiata’ di un fatto epocale, costituito dalla progressiva affermazione del cristianesimo e considera il pensiero dell’apologeta come snodo fra il regime associativo cristiano precostantiniano, che rientrava nella regolamentazione generalmente prevista per i sodalizi aventi scopi di culto o religioso-funerari, e la formazione di un’idea di associazione, di un coetus christianorum che per dimensioni, per caratterizzazione ideologica, per disciplina interna, per basi culturali, si avvia ad assumere connotazioni tali da modificare i caratteri giuridici e la configurazione dei sodalizi cristiani. L’a. si proietta così nella dimensione politico-istituzionale del pensiero di Tertulliano: con particolare riguardo all’Apologetico, l’a. rileva come, nonostante la profonda connotazione mistica che pervade l’opera, si voglia andare oltre, verso l’elaborazione di un vero e proprio progetto politico. La Chiesa, come corporazione non soltanto non va perseguitata, perché non viola nessuna norma, non soltanto ha il diritto-dovere di fornire la propria guida morale agli uomini, ma è pronta ad offrire un'anima nuova all'impero romano. La difesa dell’associazionismo cristiano, che è lo scopo immediato e dichiarato di Tertulliano, ricomprende così le premesse per un passaggio ulteriore, proteso verso l’affermazione di un ordinamento complesso e parallelo rispetto a quello statuale. Così, lungi dal potere essere considerati illeciti, i sodalizi cristiani, nella loro unità, assicurata dalla Chiesa, sarebbero stati pronti a sostenere, offrendogli una forte alternativa ideologica, un potere imperiale in aperta crisi di identità e di valori.

Per la storia del diritto associativo tardoimperiale: la testimonianza di Tertulliano

RANDAZZO, SALVATORE
2005

Abstract

La testimonianza di Tertulliano assume, nella prospettiva dell’a., sicuro interesse per la storia del diritto associativo. Ciò per l’originalità e la rilevanza tecnica dell’opera di Tertulliano, scrittore dotato di una solida e finissima sensibilità giuridica, tanto da avere portato la dottrina a discutere animatamente sulla sua possibile identificazione col Tertulliano giurista, autore di un liber de castrensi peculio e di otto libri quaestionum, vissuto sotto i Severi. L’a. sottolinea come nell’opera di Tertulliano si saldino una innegabile competenza giuridica ed una visione ‘privilegiata’ di un fatto epocale, costituito dalla progressiva affermazione del cristianesimo e considera il pensiero dell’apologeta come snodo fra il regime associativo cristiano precostantiniano, che rientrava nella regolamentazione generalmente prevista per i sodalizi aventi scopi di culto o religioso-funerari, e la formazione di un’idea di associazione, di un coetus christianorum che per dimensioni, per caratterizzazione ideologica, per disciplina interna, per basi culturali, si avvia ad assumere connotazioni tali da modificare i caratteri giuridici e la configurazione dei sodalizi cristiani. L’a. si proietta così nella dimensione politico-istituzionale del pensiero di Tertulliano: con particolare riguardo all’Apologetico, l’a. rileva come, nonostante la profonda connotazione mistica che pervade l’opera, si voglia andare oltre, verso l’elaborazione di un vero e proprio progetto politico. La Chiesa, come corporazione non soltanto non va perseguitata, perché non viola nessuna norma, non soltanto ha il diritto-dovere di fornire la propria guida morale agli uomini, ma è pronta ad offrire un'anima nuova all'impero romano. La difesa dell’associazionismo cristiano, che è lo scopo immediato e dichiarato di Tertulliano, ricomprende così le premesse per un passaggio ulteriore, proteso verso l’affermazione di un ordinamento complesso e parallelo rispetto a quello statuale. Così, lungi dal potere essere considerati illeciti, i sodalizi cristiani, nella loro unità, assicurata dalla Chiesa, sarebbero stati pronti a sostenere, offrendogli una forte alternativa ideologica, un potere imperiale in aperta crisi di identità e di valori.
8849510535
Collegia; Tertulliano; Diritto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12572/1510
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