The debate over the third sector’ s participation in the governance and in the production of social services requires today, after years of experiences and serious reflections, a significant rethinking of those traditional organizational and managerial formulas. Starting from the awareness that the relationship between non-profit organizations and public companies in the production of social services is now a prerequisite for a more efficient management of those services, what remains is the need to identify which effective and efficient forms of organization and management can adequately put the two actors into a relationship. In this realm it is possible to see how factors affected by problems intrinsic to those production systems, which are based on the model of social enterprise, become evident. Moreover, it is possible to point out that the problem about the limitation of the traditional exchange between customer and supplier remains therein. For this reason, it seems necessary to theorize a new archetype for enterprises which enables to overcome such structural limitations. This model is defined as a public-private "co-venture", a new form of an integrated entrepreneurship which redesigns mechanisms of co-governance and co-production and makes relationships more fluid, allows to integrate actors, to improve processes of trade and to provide more effective responses to the community. The case of “Parmainfanzia” demonstrates how the process thereby the non-profit actor assumes awareness and power within processes of "policy formulation" has an incremental nature and be very gradual. Nevertheless, it facilitates the consolidation of a relational network among territorial stakeholders whereas it brings shares of confidence regarded as a resource. For this to happen, however, there is the need of a concrete commitment by the public in order to encourage and promote the construction of organizational models that can effectively harness the strengths of the Third Sector.

Il dibattito sulla partecipazione del Terzo settore nella governance e nella produzione dei servizi alla persona richiede oggi, dopo anni di esperienze e riflessioni, un significativo ripensamento delle formule organizzative e gestionali tradizionalmente utilizzate. Partendo dalla consapevolezza che il rapporto tra aziende non profit ed aziende pubbliche nella produzione dei servizi alla persona sia ormai condizione imprescindibile per una più efficiente gestione degli stessi, restano da individuare le forme organizzative e gestionali di maggiore efficacia ed efficienza attraverso cui i due attori possano rapportarsi. In questo, appaiono evidenti i fattori di problematicità intrinseca ai sistemi di produzione fondati sul modello dell’impresa sociale, in cui permangono i limiti degli scambi classici cliente-fornitore. Per questo motivo, sembra necessario teorizzare un nuovo archetipo d’impresa in cui i suddetti limiti strutturali vengano superati. Tale modello è definibile “co-impresa” pubblico-privata, nuova forma di imprenditorialità integrata che, ridisegnando i meccanismi di co-governance e di co-production, consente di fluidificare le relazioni, integrare gli attori, migliorare i processi di scambio e garantire risposte più efficaci alla comunità. Il caso Parmainfanzia dimostra come il processo con cui l’attore non profit assume consapevolezza e potere nei processi di “policy formulation” abbia natura incrementale, sia assolutamente graduale e però favorisca il consolidamento del network relazionale tra gli stakeholder territoriali perché apporta quote della risorsa fiducia. Affinché ciò avvenga, però, è necessario un concreto impegno, da parte dell’ente pubblico, nel favorire e promuovere la costruzione di modelli organizzativi che possano effettivamente valorizzare le potenzialità del Terzo settore.

“Dall’impresa sociale alla co-impresa pubblico-privata. Il caso Parmainfanzia S.p.a.”

MANFREDI, FRANCESCO
2008

Abstract

Il dibattito sulla partecipazione del Terzo settore nella governance e nella produzione dei servizi alla persona richiede oggi, dopo anni di esperienze e riflessioni, un significativo ripensamento delle formule organizzative e gestionali tradizionalmente utilizzate. Partendo dalla consapevolezza che il rapporto tra aziende non profit ed aziende pubbliche nella produzione dei servizi alla persona sia ormai condizione imprescindibile per una più efficiente gestione degli stessi, restano da individuare le forme organizzative e gestionali di maggiore efficacia ed efficienza attraverso cui i due attori possano rapportarsi. In questo, appaiono evidenti i fattori di problematicità intrinseca ai sistemi di produzione fondati sul modello dell’impresa sociale, in cui permangono i limiti degli scambi classici cliente-fornitore. Per questo motivo, sembra necessario teorizzare un nuovo archetipo d’impresa in cui i suddetti limiti strutturali vengano superati. Tale modello è definibile “co-impresa” pubblico-privata, nuova forma di imprenditorialità integrata che, ridisegnando i meccanismi di co-governance e di co-production, consente di fluidificare le relazioni, integrare gli attori, migliorare i processi di scambio e garantire risposte più efficaci alla comunità. Il caso Parmainfanzia dimostra come il processo con cui l’attore non profit assume consapevolezza e potere nei processi di “policy formulation” abbia natura incrementale, sia assolutamente graduale e però favorisca il consolidamento del network relazionale tra gli stakeholder territoriali perché apporta quote della risorsa fiducia. Affinché ciò avvenga, però, è necessario un concreto impegno, da parte dell’ente pubblico, nel favorire e promuovere la costruzione di modelli organizzativi che possano effettivamente valorizzare le potenzialità del Terzo settore.
978-88-7847-146-7
The debate over the third sector’ s participation in the governance and in the production of social services requires today, after years of experiences and serious reflections, a significant rethinking of those traditional organizational and managerial formulas. Starting from the awareness that the relationship between non-profit organizations and public companies in the production of social services is now a prerequisite for a more efficient management of those services, what remains is the need to identify which effective and efficient forms of organization and management can adequately put the two actors into a relationship. In this realm it is possible to see how factors affected by problems intrinsic to those production systems, which are based on the model of social enterprise, become evident. Moreover, it is possible to point out that the problem about the limitation of the traditional exchange between customer and supplier remains therein. For this reason, it seems necessary to theorize a new archetype for enterprises which enables to overcome such structural limitations. This model is defined as a public-private "co-venture", a new form of an integrated entrepreneurship which redesigns mechanisms of co-governance and co-production and makes relationships more fluid, allows to integrate actors, to improve processes of trade and to provide more effective responses to the community. The case of “Parmainfanzia” demonstrates how the process thereby the non-profit actor assumes awareness and power within processes of "policy formulation" has an incremental nature and be very gradual. Nevertheless, it facilitates the consolidation of a relational network among territorial stakeholders whereas it brings shares of confidence regarded as a resource. For this to happen, however, there is the need of a concrete commitment by the public in order to encourage and promote the construction of organizational models that can effectively harness the strengths of the Third Sector.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12572/1860
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