Il contributo analizza criticamente la disciplina degli appalti finanziati con risorse PNRR alla luce dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2023, muovendo da una duplice prospettiva: da un lato, la ricostruzione sistematica del quadro normativo e giurisprudenziale in materia di diritto transitorio e coordinamento; dall’altro, l’approfondimento teorico della categoria della deroga in un'ottica di teoria generale del diritto. Nella prima parte, il lavoro esamina le problematiche applicative sorte a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice, con particolare riferimento agli artt. 225, comma 8, e 226, commi 1, 2 e 5, del d.lgs. n. 36/2023. Attraverso l’analisi delle circolari e dei pareri del MIT, nonché dei principali arresti della giurisprudenza amministrativa (TAR e Consiglio di Stato), si ricostruisce il contrasto ermeneutico relativo all’individuazione della normativa applicabile agli appalti PNRR banditi dopo il 1° luglio 2023. In tale contesto, il contributo mette in evidenza le due opposte impostazioni: quella che afferma la perdurante ultrattività non solo delle disposizioni derogatorie espressamente richiamate, ma anche dei rinvii – impliciti ed espliciti – al d.lgs. n. 50/2016, e quella che, invece, valorizza la funzione di chiusura dell’art. 226, comma 5, per affermare la prevalenza del nuovo Codice per tutto ciò che non sia oggetto di deroga espressa. Particolare rilievo è attribuito alla recente pronuncia del Consiglio di Stato, che qualifica come statici i rinvii operati dal d.l. n. 77/2021, consolidando l’orientamento favorevole alla specialità e completezza del corpus normativo PNRR. Nella seconda parte, l’indagine si colloca sul piano dogmatico, ricostruendo il concetto di deroga nelle sue diverse accezioni – come relazione logica fra norme e come effetto giuridico temporalmente qualificato – e chiarendo i presupposti necessari per l’instaurazione del rapporto di generalità-specialità. Alla luce di tali coordinate teoriche, il contributo problematizza la qualificazione dell’intera disciplina degli appalti PNRR come derogatoria anche dopo l’abrogazione del d.lgs. n. 50/2016, evidenziando come alcune disposizioni speciali abbiano ormai perso la loro giustificazione funzionale rispetto alle finalità di celerità e semplificazione. L’analisi si estende, inoltre, alle ricadute del regime derogatorio sul piano delle garanzie giurisdizionali, con specifico riferimento all’azione cautelare nel processo amministrativo, mettendo in luce il rischio di una compressione delle tutele in nome del rispetto dei termini del PNRR. In conclusione, il lavoro evidenzia come l’attuale assetto normativo, caratterizzato da rinvii a un Codice abrogato e da un coordinamento incompleto con la nuova disciplina ordinaria, generi incertezza applicativa, disparità di trattamento tra operatori e un aumento del contenzioso. Si auspica, pertanto, un ripensamento dell’approccio legislativo in future situazioni emergenziali, fondato su un più coerente raccordo tra normativa ordinaria e straordinaria, conforme sia alle esigenze di efficienza amministrativa sia alle imprescindibili garanzie del diritto amministrativo contemporaneo.
Appalti locali e PNRR: tra regole ordinarie e straordinarie
Carchivi
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza criticamente la disciplina degli appalti finanziati con risorse PNRR alla luce dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2023, muovendo da una duplice prospettiva: da un lato, la ricostruzione sistematica del quadro normativo e giurisprudenziale in materia di diritto transitorio e coordinamento; dall’altro, l’approfondimento teorico della categoria della deroga in un'ottica di teoria generale del diritto. Nella prima parte, il lavoro esamina le problematiche applicative sorte a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice, con particolare riferimento agli artt. 225, comma 8, e 226, commi 1, 2 e 5, del d.lgs. n. 36/2023. Attraverso l’analisi delle circolari e dei pareri del MIT, nonché dei principali arresti della giurisprudenza amministrativa (TAR e Consiglio di Stato), si ricostruisce il contrasto ermeneutico relativo all’individuazione della normativa applicabile agli appalti PNRR banditi dopo il 1° luglio 2023. In tale contesto, il contributo mette in evidenza le due opposte impostazioni: quella che afferma la perdurante ultrattività non solo delle disposizioni derogatorie espressamente richiamate, ma anche dei rinvii – impliciti ed espliciti – al d.lgs. n. 50/2016, e quella che, invece, valorizza la funzione di chiusura dell’art. 226, comma 5, per affermare la prevalenza del nuovo Codice per tutto ciò che non sia oggetto di deroga espressa. Particolare rilievo è attribuito alla recente pronuncia del Consiglio di Stato, che qualifica come statici i rinvii operati dal d.l. n. 77/2021, consolidando l’orientamento favorevole alla specialità e completezza del corpus normativo PNRR. Nella seconda parte, l’indagine si colloca sul piano dogmatico, ricostruendo il concetto di deroga nelle sue diverse accezioni – come relazione logica fra norme e come effetto giuridico temporalmente qualificato – e chiarendo i presupposti necessari per l’instaurazione del rapporto di generalità-specialità. Alla luce di tali coordinate teoriche, il contributo problematizza la qualificazione dell’intera disciplina degli appalti PNRR come derogatoria anche dopo l’abrogazione del d.lgs. n. 50/2016, evidenziando come alcune disposizioni speciali abbiano ormai perso la loro giustificazione funzionale rispetto alle finalità di celerità e semplificazione. L’analisi si estende, inoltre, alle ricadute del regime derogatorio sul piano delle garanzie giurisdizionali, con specifico riferimento all’azione cautelare nel processo amministrativo, mettendo in luce il rischio di una compressione delle tutele in nome del rispetto dei termini del PNRR. In conclusione, il lavoro evidenzia come l’attuale assetto normativo, caratterizzato da rinvii a un Codice abrogato e da un coordinamento incompleto con la nuova disciplina ordinaria, generi incertezza applicativa, disparità di trattamento tra operatori e un aumento del contenzioso. Si auspica, pertanto, un ripensamento dell’approccio legislativo in future situazioni emergenziali, fondato su un più coerente raccordo tra normativa ordinaria e straordinaria, conforme sia alle esigenze di efficienza amministrativa sia alle imprescindibili garanzie del diritto amministrativo contemporaneo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
