Il contributo analizza il ruolo simbolico e narrativo dell’acqua nei reportage di viaggio dedicati alla Puglia del secondo dopoguerra, interpretandola come “memoria liquida” e testimone privilegiata dei processi di cambiamento sociale, economico e culturale. In particolare, il paesaggio emerge nei testi come luoghi di stratificazione temporale, in cui il passato rurale e arcaico convive con le tensioni della modernizzazione. Attraverso l’analisi di reportage giornalistici e letterari pubblicati nella prima metà del Novecento, lo studio mette in luce come l’acqua diventi un dispositivo narrativo capace di connettere paesaggio, esperienza del viaggio e memoria collettiva. Essa riflette le trasformazioni del territorio pugliese — dalla ricostruzione postbellica allo sviluppo turistico — ma anche le persistenze di un’identità locale legata alla fatica, alla migrazione e alla marginalità.
La memoria liquida: l’acqua testimone di cambiamento nei reportage di viaggio della Puglia del dopoguerra
Patrizia Guida
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il ruolo simbolico e narrativo dell’acqua nei reportage di viaggio dedicati alla Puglia del secondo dopoguerra, interpretandola come “memoria liquida” e testimone privilegiata dei processi di cambiamento sociale, economico e culturale. In particolare, il paesaggio emerge nei testi come luoghi di stratificazione temporale, in cui il passato rurale e arcaico convive con le tensioni della modernizzazione. Attraverso l’analisi di reportage giornalistici e letterari pubblicati nella prima metà del Novecento, lo studio mette in luce come l’acqua diventi un dispositivo narrativo capace di connettere paesaggio, esperienza del viaggio e memoria collettiva. Essa riflette le trasformazioni del territorio pugliese — dalla ricostruzione postbellica allo sviluppo turistico — ma anche le persistenze di un’identità locale legata alla fatica, alla migrazione e alla marginalità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
