This paper examines the relationship between will, decision-making, and private autonomy in contracts mediated by computational systems, with particular focus on algorithmic contracts and smart contracts. Starting from a theoretical inquiry into the voluntaristic foundations of legal decisions, the analysis critically addresses the question of whether artificial intelligence systems can be said to possess legally relevant will or contractual agency. By distinguishing automated decisions from voluntary ones, the study reconstructs algorithmic contracts as expressions of human private autonomy, in which algorithmic systems operate as objective criteria for shaping contractual content rather than as autonomous legal actors. The second part, devoted to smart contracts, clarifies the conceptual distinction between contractual programs and software code, highlighting the shortcomings of the notion of “coding without contract” and reaffirming the need for a juridical and voluntaristic basis to ensure the stability and legal relevance of automated transactions. The paper concludes that private autonomy and contractual will cannot be replaced by the mere causal force of technology, which remains an instrument for implementing, rather than substituting, legal obligations.

Il contributo analizza il rapporto tra volontà, decisione e autonomia privata nell’ambito della contrattazione mediata da sistemi informatici, con particolare riferimento agli algorithmic contract e agli smart contract. Muovendo dalla riflessione teorica sul fondamento volontaristico delle decisioni giuridiche, l’autore esamina criticamente la possibilità di attribuire rilevanza giuridica alla volontà delle macchine e di configurare i sistemi di intelligenza artificiale come soggetti decisionali o contraenti. Dopo aver distinto tra decisioni automatizzate e decisioni volontarie, lo studio propone una ricostruzione degli algorithmic contract come fenomeni riconducibili all’autonomia privata dei soggetti umani che adottano criteri algoritmici di determinazione del contenuto contrattuale. Nella seconda parte, dedicata agli smart contract, l’analisi chiarisce la differenza tra programma negoziale e programma informatico, mettendo in luce i limiti dell’idea di un “coding senza contratto” e ribadendo la necessità di un fondamento giuridico-volontaristico per garantire la stabilità e la rilevanza delle attribuzioni patrimoniali. Il lavoro conclude che né l’autonomia privata né la volontà contrattuale possono essere sostituite dalla sola forza causativa della tecnologia, la quale resta uno strumento di attuazione, e non un surrogato, del vincolo giuridico.

Autonomia, decisioni e volontà negli algorithmic contract e negli smart contract

Francesco Ricci
2025-01-01

Abstract

This paper examines the relationship between will, decision-making, and private autonomy in contracts mediated by computational systems, with particular focus on algorithmic contracts and smart contracts. Starting from a theoretical inquiry into the voluntaristic foundations of legal decisions, the analysis critically addresses the question of whether artificial intelligence systems can be said to possess legally relevant will or contractual agency. By distinguishing automated decisions from voluntary ones, the study reconstructs algorithmic contracts as expressions of human private autonomy, in which algorithmic systems operate as objective criteria for shaping contractual content rather than as autonomous legal actors. The second part, devoted to smart contracts, clarifies the conceptual distinction between contractual programs and software code, highlighting the shortcomings of the notion of “coding without contract” and reaffirming the need for a juridical and voluntaristic basis to ensure the stability and legal relevance of automated transactions. The paper concludes that private autonomy and contractual will cannot be replaced by the mere causal force of technology, which remains an instrument for implementing, rather than substituting, legal obligations.
2025
978-88-28-88366-1
Il contributo analizza il rapporto tra volontà, decisione e autonomia privata nell’ambito della contrattazione mediata da sistemi informatici, con particolare riferimento agli algorithmic contract e agli smart contract. Muovendo dalla riflessione teorica sul fondamento volontaristico delle decisioni giuridiche, l’autore esamina criticamente la possibilità di attribuire rilevanza giuridica alla volontà delle macchine e di configurare i sistemi di intelligenza artificiale come soggetti decisionali o contraenti. Dopo aver distinto tra decisioni automatizzate e decisioni volontarie, lo studio propone una ricostruzione degli algorithmic contract come fenomeni riconducibili all’autonomia privata dei soggetti umani che adottano criteri algoritmici di determinazione del contenuto contrattuale. Nella seconda parte, dedicata agli smart contract, l’analisi chiarisce la differenza tra programma negoziale e programma informatico, mettendo in luce i limiti dell’idea di un “coding senza contratto” e ribadendo la necessità di un fondamento giuridico-volontaristico per garantire la stabilità e la rilevanza delle attribuzioni patrimoniali. Il lavoro conclude che né l’autonomia privata né la volontà contrattuale possono essere sostituite dalla sola forza causativa della tecnologia, la quale resta uno strumento di attuazione, e non un surrogato, del vincolo giuridico.
Contract, Private autonomy, Contractual will, Automated decision-making, Algorithmic contracting, Algorithmic contract, Smart contract, Artificial intelligence, Contractual program
Contract, Autonomia privata, Volontà contrattuale, Decisioni automatizzate, Contrattazione algoritmica, Algorithmic contract, Smart contract, Intelligenza artificiale, Programma negoziale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12572/33748
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