The book investigates the relationship between contractual justice and procedural justice, proposing – along the lines of Rawls and Ghestin – to read the contract as a form of pure procedural justice: a contractual arrangement is just if and insofar as it results from a procedure ensuring that each party forms and expresses an informed, voluntary and unconditioned will under conditions of genuine equality. The fairness of the procedure, of its background conditions and of the parties’ overall conduct is thus regarded as a necessary, though not sufficient, condition of the just contract, while review of contractual content based on standards external to the procedure (legality, worthiness of the interests pursued, limits to private autonomy) remains a separate matter. Drawing on the notion of procedure developed in Italian private law scholarship, the Author reconstructs contract formation first as a sui generis procedure and then as a sui generis process, in which the equal dialectic between the parties performs a function analogous to that of the adversarial principle in a fair trial. Significant practical consequences follow, namely: the narrowing, in the contractual sphere, of the gap between imperfect and pure procedural justice, as a result of the expansive force that must be attributed to the provisions safeguarding the fairness of the contract formation procedure and its background conditions, whose rationale, in the light of this reconstruction, proves extendable, through analogia legis and/or analogia iuris, to atypical procedural defects as well, by virtue of the conception of the contract as a process and of the related principle that, just as the adversarial principle is the matrix of a fair trial, so the equal dialectic between the parties, free from undue influence, is the primary matrix of the just contract; the resulting shift in the traditional boundary between rules of validity and rules of conduct, with regard to so-called incomplete defects of the contract, unfair commercial practices and pre-contractual information duties; and the identification of the conditions under which the use of artificial intelligence (algorithmic contracts and smart contracts) is compatible with the necessary substantive participation of the parties in the formation of the contractual bond. The work concludes with an analysis of renegotiation clauses in long-term contracts, highlighting the equivalence of the various procedures (renegotiation, third-party determination, constitutive judgment) aimed at a fair adjustment of the relationship.

Il volume indaga il rapporto tra giustizia contrattuale e giustizia procedurale, proponendo di leggere il contratto – sulla scia di Rawls e di Ghestin – come una forma di giustizia procedurale pura: il regolamento negoziale è giusto se ed in quanto sia l’esito di una procedura che garantisca a ciascun contraente la formazione e la manifestazione di una volontà consapevole, volontaria e libera da condizionamenti, in condizioni di effettiva parità. La correttezza della procedura, delle sue condizioni di contesto e del comportamento complessivo delle parti è così intesa come condizione necessaria, ancorché non sufficiente, del contratto giusto, restando distinto il controllo dei contenuti fondato su parametri esterni alla procedura (liceità, meritevolezza, limiti all’autonomia privata). Muovendo dalla nozione di procedimento elaborata dalla dottrina privatistica, l’Autore ricostruisce la formazione del contratto prima come procedimento sui generis e poi come processo sui generis, nel quale la dialettica paritaria tra i contraenti svolge una funzione analoga a quella del contraddittorio nel giusto processo. Ne derivano rilevanti conseguenze applicative, e segnatamente la riduzione del divario in ambito contrattuale tra giustizia procedurale imperfetta e giustizia procedurale pura come conseguenza della vis espansiva che va riconosciuta alle disposizioni poste a presidio della correttezza del procedimento di formazione del contratto e delle relative condizioni di contesto, la cui ratio, alla stregua di tale ricostruzione, si rivela estensibile, tramite analogia legis e/o analogia iuris, anche ai vizi procedurali atipici in forza della concezione del contratto come processo e del connesso principio per cui, come il contraddittorio è la matrice del giusto processo, così la dialettica paritaria tra i contraenti, al riparo da indebiti condizionamenti, è la prima matrice del contratto giusto; il conseguente spostamento del confine tradizionale tra regole di validità e regole di comportamento, con riguardo ai c.d. vizi incompleti del contratto, alle pratiche commerciali scorrette e ai doveri d’informazione precontrattuale; la definizione delle condizioni alle quali l’impiego dell’intelligenza artificiale (algorithmic contract e smart contract) è compatibile con la necessaria partecipazione sostanziale dei contraenti alla formazione del vincolo contrattuale. Il lavoro si chiude con l’analisi della clausola di rinegoziazione nei contratti di durata, che evidenzia l’equipollenza delle diverse procedure (rinegoziazione, arbitraggio, giudizio costitutivo) preordinate all’adeguamento equo del rapporto.

Giustizia contrattuale e giustizia procedurale

Francesco Ricci
2025-01-01

Abstract

The book investigates the relationship between contractual justice and procedural justice, proposing – along the lines of Rawls and Ghestin – to read the contract as a form of pure procedural justice: a contractual arrangement is just if and insofar as it results from a procedure ensuring that each party forms and expresses an informed, voluntary and unconditioned will under conditions of genuine equality. The fairness of the procedure, of its background conditions and of the parties’ overall conduct is thus regarded as a necessary, though not sufficient, condition of the just contract, while review of contractual content based on standards external to the procedure (legality, worthiness of the interests pursued, limits to private autonomy) remains a separate matter. Drawing on the notion of procedure developed in Italian private law scholarship, the Author reconstructs contract formation first as a sui generis procedure and then as a sui generis process, in which the equal dialectic between the parties performs a function analogous to that of the adversarial principle in a fair trial. Significant practical consequences follow, namely: the narrowing, in the contractual sphere, of the gap between imperfect and pure procedural justice, as a result of the expansive force that must be attributed to the provisions safeguarding the fairness of the contract formation procedure and its background conditions, whose rationale, in the light of this reconstruction, proves extendable, through analogia legis and/or analogia iuris, to atypical procedural defects as well, by virtue of the conception of the contract as a process and of the related principle that, just as the adversarial principle is the matrix of a fair trial, so the equal dialectic between the parties, free from undue influence, is the primary matrix of the just contract; the resulting shift in the traditional boundary between rules of validity and rules of conduct, with regard to so-called incomplete defects of the contract, unfair commercial practices and pre-contractual information duties; and the identification of the conditions under which the use of artificial intelligence (algorithmic contracts and smart contracts) is compatible with the necessary substantive participation of the parties in the formation of the contractual bond. The work concludes with an analysis of renegotiation clauses in long-term contracts, highlighting the equivalence of the various procedures (renegotiation, third-party determination, constitutive judgment) aimed at a fair adjustment of the relationship.
2025
9788828883654
Il volume indaga il rapporto tra giustizia contrattuale e giustizia procedurale, proponendo di leggere il contratto – sulla scia di Rawls e di Ghestin – come una forma di giustizia procedurale pura: il regolamento negoziale è giusto se ed in quanto sia l’esito di una procedura che garantisca a ciascun contraente la formazione e la manifestazione di una volontà consapevole, volontaria e libera da condizionamenti, in condizioni di effettiva parità. La correttezza della procedura, delle sue condizioni di contesto e del comportamento complessivo delle parti è così intesa come condizione necessaria, ancorché non sufficiente, del contratto giusto, restando distinto il controllo dei contenuti fondato su parametri esterni alla procedura (liceità, meritevolezza, limiti all’autonomia privata). Muovendo dalla nozione di procedimento elaborata dalla dottrina privatistica, l’Autore ricostruisce la formazione del contratto prima come procedimento sui generis e poi come processo sui generis, nel quale la dialettica paritaria tra i contraenti svolge una funzione analoga a quella del contraddittorio nel giusto processo. Ne derivano rilevanti conseguenze applicative, e segnatamente la riduzione del divario in ambito contrattuale tra giustizia procedurale imperfetta e giustizia procedurale pura come conseguenza della vis espansiva che va riconosciuta alle disposizioni poste a presidio della correttezza del procedimento di formazione del contratto e delle relative condizioni di contesto, la cui ratio, alla stregua di tale ricostruzione, si rivela estensibile, tramite analogia legis e/o analogia iuris, anche ai vizi procedurali atipici in forza della concezione del contratto come processo e del connesso principio per cui, come il contraddittorio è la matrice del giusto processo, così la dialettica paritaria tra i contraenti, al riparo da indebiti condizionamenti, è la prima matrice del contratto giusto; il conseguente spostamento del confine tradizionale tra regole di validità e regole di comportamento, con riguardo ai c.d. vizi incompleti del contratto, alle pratiche commerciali scorrette e ai doveri d’informazione precontrattuale; la definizione delle condizioni alle quali l’impiego dell’intelligenza artificiale (algorithmic contract e smart contract) è compatibile con la necessaria partecipazione sostanziale dei contraenti alla formazione del vincolo contrattuale. Il lavoro si chiude con l’analisi della clausola di rinegoziazione nei contratti di durata, che evidenzia l’equipollenza delle diverse procedure (rinegoziazione, arbitraggio, giudizio costitutivo) preordinate all’adeguamento equo del rapporto.
contractual justice; pure procedural justice; private autonomy; contractual procedure and process; rules of validity and rules of conduct; incomplete defects of the contract; unfair commercial practices; artificial intelligence; smart contracts; renegotiation clause
giustizia contrattuale; giustizia procedurale pura; autonomia privata; procedimento e processo contrattuale; regole di validità e regole di comportamento; vizi incompleti del contratto; pratiche commerciali scorrette; intelligenza artificiale; smart contract; clausola di rinegoziazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12572/38588
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