This work deals with the economic exploitation of the motor sporting activities and the subsequent TV rights and in particular the question if they are due, accordingly to the general principles, to the organizers of the sport events, that is the I.C.A. – the Italian Car Club (a sport federation that belongs to Italian National Olympic Committee) and in particular to the Italian Car Sport Commission of the I.C.A. (delegate of the sport power of this last organism) and, more in particular, to the ICA Sport company Spa (a company that has been established according to the law 23.3.1981, nr. 91 – rules on the relations between companies and professional sport men - and, even according with the I.C.S.C. regulation). The problem is in the statement of article 1 of the ICA Sport company Spa Statute, in which this right belongs to this company as it is an expression of the I.C.S.C. and, after all, of the ICA. These rights are for the I.C.S.C. even as foresees by the sport powers of the ICA that we can find in the supplementary rules to the National Sport Regulation and even in the particular regulation of the ICSC. In this work the solution is, from the one side, found in the regulations of the National sport federation that belong to the INOC and in the relating jurisprudence; from the other side, in the Statute of the ICS and in the relating regulations. After having studied deeply this system of values this problem can be solved as follows: a) Among the official powers of the ICA we do not have any provision that will give to this organism (or to its expressions) the right to unilaterally take upon itself the rights of exploitation of the sport events, neither the power to officially intervene on the questions of private law as regards the economic interests linked to the motor sport activities: according with this conditions the rights to exploit economically the sport events belong to the private autonomy of the organizers and of the protagonists of the sport events, as far as their competence is concerned. b) From the other side, we cannot see any contractual assignment of the rights to economically exploit the sport events that has a general feature that can justify the principle to take upon ICA/ I.C.S.C./ ICA Sport company Spa these prerogatives; c) And even we cannot find in the Statute of ICA the general assignment of the TV rights, as it has been written in 1950, while TV programmes in Italy (which have strongly modified the nature and the relevancy of the rights to economically exploit the sport events) have started in 1954, and this can be considered a really important sudden occurrence as regards the operational conditions of that Statute; d) We can deduce that neither the supplementary rules to the National Sport regulation, nor the I.C.S.C. can insert all over again and from an unilateral point of view limitations to the patrimony of the organizers and of the protagonists of the sport events; e) We have even to add that fact that ICA/ I.C.S.C./ ICA Sport company Spa can take upon themselves the rights to economically exploit the sport events and the TV rights is even in contrast with the European legislation as regards the competition matters. Accordingly with these conditions the economic exploitation of the sport activities and the following TV rights do not belong to ICA, to I.C.S.C. or to ICA Sport Company Spa, but they belong to the organisers and the protagonists of the sport events, as far as their competence is concerned.

Lo scritto ha per oggetto lo sfruttamento economico delle attività sportive automobilistiche ed i relativi diritti televisivi e in particolare la questione se essi spettino, in base ai principi generali, agli organizzatori degli eventi sportivi, ovvero all’A.C.I. - Automobile Club Italiano (federazione sportiva che fa capo al C.O.N.I. – Comitato Olimpico Nazionale Italiano), e in seno a tale ente alla C.S.A.I. – Commissione Sportiva Automobilistica Italiana dell’A.C.I. (delegataria del potere sportivo di quest’ultimo ente) e, più in particolare, alla Società A.C.I. Sport S.p.A. (società costituita, per un verso, ai sensi della l. 23.3.1981, n. 91 - norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti - e, per l’altro, in attuazione del Regolamento della C.S.A.I.). Il problema prende le mosse dalla considerazione dell’art. 1 dello Statuto di A.C.I. Sport S.p.A., nel quale tale diritto risulta riservato alla stessa Società come emanazione della C.S.A.I. e quindi, in definitiva, dell’A.C.I. Tali diritti risultano riservati alla C.S.A.I anche dalle disposizioni relative ai poteri sportivi dell’A.C.I che si rinvengono nelle Norme Supplementari al Regolamento Nazionale Sportivo, nonché nel Regolamento particolare della C.S.A.I. Nello scritto la soluzione è individuata, da una parte, alla luce della disciplina normativa relativa alle federazioni sportive nazionali che fanno capo al C.O.N.I. e delle relativa giurisprudenza; dall’altra, alla luce dello Statuto dell’A.C.I. e dei regolamenti da questo derivati. All’esito dell’esame di tale sistema di valori il problema viene risolto argomentando come segue: a) tra i poteri autoritativi conferiti dall’ordinamento all’A.C.I. non risulta alcuna disposizione che riservi a tale Ente (o a sue emanazioni) quello di avocare unilateralmente a sé i diritti di sfruttamento degli eventi sportivi, né il potere di intervenire autoritativamente sulle situazioni di diritto privato relative agli interessi economici connessi con le attività sportive automobilistiche: a tali condizioni, i diritti di sfruttamento economico degli eventi sportivi rimangono nella sfera di autonomia privata degli organizzatori e, per quanto di loro competenza, dei protagonisti delle manifestazioni sportive; b) per altro verso, non si rinviene alcuna cessione negoziale dei diritti di sfruttamento degli eventi sportivi che abbia un carattere generale tale da poter giustificare il principio dell’avocazione di tali prerogative ad A.C.I./C.S.A.I./A.C.I. Sport S.p.A.; c) tanto meno si può rinvenire nello Statuto dell’A.C.I. la cessione generale dei diritti televisivi, considerato che tale statuto è del 1950, mentre le trasmissioni televisive in Italia (che hanno modificato sensibilmente la natura e la rilevanza dei diritti di sfruttamento degli eventi sportivi) sono iniziate solo nel 1954, ponendosi come una sopravvenienza rilevante in termini di condizioni di operatività di quello Statuto; d) se ne ricava che né le Norme Supplementari al Regolamento Nazionale Sportivo, né il Regolamento della C.S.A.I possono introdurre ex novo ed unilateralmente limitazioni alla sfera patrimoniale degli organizzatori e protagonisti delle manifestazioni sportive; e) a ciò va aggiunto che l’avocazione dei diritti di sfruttamento degli eventi sportivi e dei diritti televisivi ad A.C.I./C.S.A.I./A.C.I. Sport S.p.A. risulta anche in contrasto con la legislazione europea in materia di concorrenza. A tali condizioni, lo sfruttamento economico delle attività sportive automobilistiche ed i relativi diritti televisivi non spettano all’A.C.I., ne alla C.S.A.I., né ad A.C.I. Sport S.P.A., bensì sono degli organizzatori degli eventi sportivi e, per quanto di competenza, dei protagonisti di quelle manifestazioni.

Regolamenti sportivi, sfruttamento economico delle attività sportive automobilistiche e diritti televisivi

RICCI, FRANCESCO
2004

Abstract

Lo scritto ha per oggetto lo sfruttamento economico delle attività sportive automobilistiche ed i relativi diritti televisivi e in particolare la questione se essi spettino, in base ai principi generali, agli organizzatori degli eventi sportivi, ovvero all’A.C.I. - Automobile Club Italiano (federazione sportiva che fa capo al C.O.N.I. – Comitato Olimpico Nazionale Italiano), e in seno a tale ente alla C.S.A.I. – Commissione Sportiva Automobilistica Italiana dell’A.C.I. (delegataria del potere sportivo di quest’ultimo ente) e, più in particolare, alla Società A.C.I. Sport S.p.A. (società costituita, per un verso, ai sensi della l. 23.3.1981, n. 91 - norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti - e, per l’altro, in attuazione del Regolamento della C.S.A.I.). Il problema prende le mosse dalla considerazione dell’art. 1 dello Statuto di A.C.I. Sport S.p.A., nel quale tale diritto risulta riservato alla stessa Società come emanazione della C.S.A.I. e quindi, in definitiva, dell’A.C.I. Tali diritti risultano riservati alla C.S.A.I anche dalle disposizioni relative ai poteri sportivi dell’A.C.I che si rinvengono nelle Norme Supplementari al Regolamento Nazionale Sportivo, nonché nel Regolamento particolare della C.S.A.I. Nello scritto la soluzione è individuata, da una parte, alla luce della disciplina normativa relativa alle federazioni sportive nazionali che fanno capo al C.O.N.I. e delle relativa giurisprudenza; dall’altra, alla luce dello Statuto dell’A.C.I. e dei regolamenti da questo derivati. All’esito dell’esame di tale sistema di valori il problema viene risolto argomentando come segue: a) tra i poteri autoritativi conferiti dall’ordinamento all’A.C.I. non risulta alcuna disposizione che riservi a tale Ente (o a sue emanazioni) quello di avocare unilateralmente a sé i diritti di sfruttamento degli eventi sportivi, né il potere di intervenire autoritativamente sulle situazioni di diritto privato relative agli interessi economici connessi con le attività sportive automobilistiche: a tali condizioni, i diritti di sfruttamento economico degli eventi sportivi rimangono nella sfera di autonomia privata degli organizzatori e, per quanto di loro competenza, dei protagonisti delle manifestazioni sportive; b) per altro verso, non si rinviene alcuna cessione negoziale dei diritti di sfruttamento degli eventi sportivi che abbia un carattere generale tale da poter giustificare il principio dell’avocazione di tali prerogative ad A.C.I./C.S.A.I./A.C.I. Sport S.p.A.; c) tanto meno si può rinvenire nello Statuto dell’A.C.I. la cessione generale dei diritti televisivi, considerato che tale statuto è del 1950, mentre le trasmissioni televisive in Italia (che hanno modificato sensibilmente la natura e la rilevanza dei diritti di sfruttamento degli eventi sportivi) sono iniziate solo nel 1954, ponendosi come una sopravvenienza rilevante in termini di condizioni di operatività di quello Statuto; d) se ne ricava che né le Norme Supplementari al Regolamento Nazionale Sportivo, né il Regolamento della C.S.A.I possono introdurre ex novo ed unilateralmente limitazioni alla sfera patrimoniale degli organizzatori e protagonisti delle manifestazioni sportive; e) a ciò va aggiunto che l’avocazione dei diritti di sfruttamento degli eventi sportivi e dei diritti televisivi ad A.C.I./C.S.A.I./A.C.I. Sport S.p.A. risulta anche in contrasto con la legislazione europea in materia di concorrenza. A tali condizioni, lo sfruttamento economico delle attività sportive automobilistiche ed i relativi diritti televisivi non spettano all’A.C.I., ne alla C.S.A.I., né ad A.C.I. Sport S.P.A., bensì sono degli organizzatori degli eventi sportivi e, per quanto di competenza, dei protagonisti di quelle manifestazioni.
This work deals with the economic exploitation of the motor sporting activities and the subsequent TV rights and in particular the question if they are due, accordingly to the general principles, to the organizers of the sport events, that is the I.C.A. – the Italian Car Club (a sport federation that belongs to Italian National Olympic Committee) and in particular to the Italian Car Sport Commission of the I.C.A. (delegate of the sport power of this last organism) and, more in particular, to the ICA Sport company Spa (a company that has been established according to the law 23.3.1981, nr. 91 – rules on the relations between companies and professional sport men - and, even according with the I.C.S.C. regulation). The problem is in the statement of article 1 of the ICA Sport company Spa Statute, in which this right belongs to this company as it is an expression of the I.C.S.C. and, after all, of the ICA. These rights are for the I.C.S.C. even as foresees by the sport powers of the ICA that we can find in the supplementary rules to the National Sport Regulation and even in the particular regulation of the ICSC. In this work the solution is, from the one side, found in the regulations of the National sport federation that belong to the INOC and in the relating jurisprudence; from the other side, in the Statute of the ICS and in the relating regulations. After having studied deeply this system of values this problem can be solved as follows: a) Among the official powers of the ICA we do not have any provision that will give to this organism (or to its expressions) the right to unilaterally take upon itself the rights of exploitation of the sport events, neither the power to officially intervene on the questions of private law as regards the economic interests linked to the motor sport activities: according with this conditions the rights to exploit economically the sport events belong to the private autonomy of the organizers and of the protagonists of the sport events, as far as their competence is concerned. b) From the other side, we cannot see any contractual assignment of the rights to economically exploit the sport events that has a general feature that can justify the principle to take upon ICA/ I.C.S.C./ ICA Sport company Spa these prerogatives; c) And even we cannot find in the Statute of ICA the general assignment of the TV rights, as it has been written in 1950, while TV programmes in Italy (which have strongly modified the nature and the relevancy of the rights to economically exploit the sport events) have started in 1954, and this can be considered a really important sudden occurrence as regards the operational conditions of that Statute; d) We can deduce that neither the supplementary rules to the National Sport regulation, nor the I.C.S.C. can insert all over again and from an unilateral point of view limitations to the patrimony of the organizers and of the protagonists of the sport events; e) We have even to add that fact that ICA/ I.C.S.C./ ICA Sport company Spa can take upon themselves the rights to economically exploit the sport events and the TV rights is even in contrast with the European legislation as regards the competition matters. Accordingly with these conditions the economic exploitation of the sport activities and the following TV rights do not belong to ICA, to I.C.S.C. or to ICA Sport Company Spa, but they belong to the organisers and the protagonists of the sport events, as far as their competence is concerned.
eventi sportivi; diritti di sfruttamento; poteri autoritativi e autonomia negoziale; sport events; exploitation rights; official powers and contractual freedom
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12572/391
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